Dipingere con il caffè: come si fa e perché non si torna indietro
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«Si può davvero dipingere con il caffè?» È una domanda che mi fanno spesso, e la risposta è sì — a patto di accettare le sue regole, che non sono quelle degli acquerelli. Il caffè lo uso come un colore liquido: niente tempere, niente inchiostri, solo caffè sulla carta. Ecco come funziona, cosa serve per provarci e perché è una tecnica che non perdona.
Il caffè come colore
Il caffè è un pigmento organico, e si comporta esattamente come un acquerello monocromo: la tonalità non dipende da quanto colore aggiungi, ma da quanta acqua c'è dentro. Un espresso ristretto dà un bruno profondo, quasi nero; lo stesso caffè allungato dà tutta la scala fino a un beige appena accennato.
Significa che la tua tavolozza è una sola: hai un colore e infinite diluizioni. È un limite che diventa un vantaggio, perché toglie di mezzo la domanda «quale colore metto adesso» e lascia solo quella che conta: quanto scuro.
Se ti interessa il funzionamento generale delle mescolanze, l'ho spiegato nella guida ai colori primari, secondari e terziari.
Cosa serve per provarci
Pochissimo, ed è parte del fascino.
- Caffè, preferibilmente espresso o moka: più è concentrato, più ampia è la scala di toni che puoi tirare fuori.
- Carta spessa, da 200 g/m² in su. Con la carta sottile il liquido la increspa e si arriccia: è il primo errore che fanno tutti.
- Pennelli morbidi, che trattengono il liquido senza rilasciarlo tutto in una volta.
- Una superficie dove il foglio possa asciugare in piano, senza colare.
Nessun fissativo nella fase iniziale: prima si impara a leggere come si comporta il liquido, poi si pensa a proteggerlo.
La regola che cambia tutto: non si schiarisce
Con la tempera o l'acrilico, se sbagli, sopra ci passi il bianco. Con il caffè no. Non esiste un caffè bianco: puoi solo andare verso lo scuro, mai tornare indietro. Ogni pennellata è definitiva.
Il bianco, nel disegno, è la carta che hai lasciato libera. Quindi il lavoro si progetta al contrario: prima decidi cosa non toccherai, e poi costruisci il resto attorno.
È da qui che nasce la frase che ripeto sempre: il primo tentativo è sempre quello giusto. Non per superstizione — semplicemente, un secondo tentativo sopra il primo non esiste.
Le forme che nascono dal caso
Il caffè sulla carta fa una cosa che gli acquerelli industriali fanno meno: si muove da solo, si deposita a bordi irregolari, lascia aloni. Da quelle macchie, se le guardi abbastanza a lungo, affiorano delle figure.
Molti dei miei Coffee Drawings nascono così: non da uno schizzo preparatorio, ma da una macchia che suggerisce una forma. Elephant Pueto è letteralmente una creatura che affiora dalle chiazze; Entità tra i cerchi è una figura organica che ho poi attraversato con cerchi cyan, magenta e giallo, i colori della stampa.
Dalle tele alle tazzine: il progetto illy
Nel 2018 questa tecnica è diventata una illy Art Collection. Il progetto si chiama «Coffee Drawings»: sei tazzine da espresso decorate con disegni realizzati — appunto — dipingendo il caffè con il caffè.
Un artista che usa il caffè come colore e un marchio che il caffè lo ha reso cultura: l'incontro aveva un senso quasi ovvio. Le tazzine sono poi state esposte alla Triennale di Milano, ad Amsterdam e da Eataly a Londra. La storia completa è nella pagina Max Petrone × illy.
Come si conserva un'opera dipinta col caffè
Vale quello che vale per qualsiasi opera su carta, con un'attenzione in più perché il pigmento è organico: lontano dalla luce solare diretta, che è il vero nemico, e preferibilmente sotto vetro una volta incorniciata. Ambienti molto umidi sono da evitare, come per ogni lavoro su carta.
Trattata così, un'opera al caffè non ha bisogno di nulla di particolare. Le mie escono dallo studio firmate e accompagnate da certificato di autenticità.
Le opere Coffee da vedere
La serie completa è nella collezione Coffee: sei pezzi unici su carta A3, ciascuno dipinto col caffè e rifinito con pochi tocchi di colore.
C'è Moog and the Tiger, un personaggio dal volto verde a cavallo di una tigre; Gobbo innamorato, una figura ricurva che stringe una rosa; Fiori di caffè, nato da una frase irriverente scritta a mano; Dumbo Sparamerda, grottesco e sospeso tra un sole arancione e gli schizzi; Elephant Pueto e Entità tra i cerchi, le due che più di tutte nascono dal caso.
Sono opere uniche: quando una parte, non se ne rifà una uguale — per la stessa ragione per cui non si torna indietro su una pennellata. Se vuoi vedere come lo stesso segno si comporta su altri supporti, ci sono le illustrazioni su carta e i dipinti su tela.